Chefaticalavitadabomber live con Tonut

CHE FATICA LA VITA DA BOMBER LIVE CON TONUT

Stefano Tonut, guardia delle Reyer Venezia campione d’Italia in carica, è stato ospite di una Q&A in diretta Instagram con “Schiaccio e Non Faccio Fatica”, la community social dedicata al basket nata da “Che Fatica La Vita Da Bomber”. Ecco le sue dichiarazioni.

La palla a spicchi scorre, anzi, gli rimbalza nelle vene da sempre. Il papà, di origini triestine, ha indossato negli anni ’80 e ’90 anche le canotte di Livorno e Cantù, terre di basket, e proprio a Cantù Stefano Tonut ha visto per la prima volta la luce e un parquet. Non con i colori biancoazzurri del team lombardo però, ha mosso “i primi passi” verso il canestro. La storia di Stefano infatti parte da Trieste, dalle giovanili e poi in prima squadra, all’orizzonte la Laguna di Venezia e un sogno. «A Triesteracconta in diretta Instagram con “Schiaccio E Non Faccio Fatica”, incalzato da Emanuele Stivalanel mio ultimo anno lottavamo per salvarci e alla fine siamo arrivati ai Playoff. Contro Brescia, che poi è salita in Serie A, a Gara 3 eravamo sotto di due e ho fatto canestro allo scadere. Le ricordo benissimo». Preludio, quell’emozione, di un ciclo di successi dentro il quale si è tuffato, forse senza troppe pretese, alla firma nel 2015 con la Reyer Venezia.

CHEFATICALAVITADABOMBER LIVE CON TONUT: DA TRIESTE A VENEZIA

Ad attenderlo in Laguna coach Walter De Raffaele: «Con lui sono cresciuto individualmente tantissimo e siamo cresciuti molto di squadra portando anche qualche trofeo in bacheca. Meglio di così non poteva andare, abbiamo vinto tutto. Da cinque anni, tra partite in campionato e in Europa, siamo insieme praticamente ogni giorno».

Manca ancora il traguardo Eurolega che Venezia per la verità ha sfiorato quest’anno, a inizio stagione: «Mi piacerebbe giocarla quando ripartiremo. Con la Reyer ovviamente. Avevamo la chance di partecipare, poi è saltato tutto. Era e rimane il nostro sogno. Ma se mi chiedete oltre a Venezia con chi mi piacerebbe giocarla dico Barcellona. È una città che mi è sempre piaciuta».

CHEFATICALAVITADABOMBER LIVE CON TONUT: LA LAGUNA, I TIFOSI…

Il fascino di Venezia, dei suoi monumenti, dei suoi ponti, i suoi calli (le vie) e i suoi sestieri (i quartieri) sulla cartina geografica però non trova paragoni: «Noi giocatori – spiega Stefano – non viviamo in laguna per una questione di comodità. Questo è un bene perché così non perdi quel feeling che ritrovi quando di solito vai a visitare una luogo turistico. Con i tifosi c’è uno splendido rapporto, conosco praticamente tutti».

Certo, se solo il PalaTaliercio potesse contenerne qualche migliaio in più, l’atmosfera attorno ai campioni d’Italia (due scudetti conquistati negli ultimi quattro anni) sarebbe ancora più calda. Non quanto la temperatura all’interno del tanto criticato palazzetto di Mestre, oggetto di dibattiti e scontri a mezzo stampa anche la scorsa stagione durante i Playoff con Sassari: «A volte, in primavera e in estate, si faceva fatica a respirare ma adesso hanno installato il climatizzatore e quindi tutto dovrebbe sistemarsi. Io comunque sul nostro campo mi sono sempre trovato bene, anche se la capienza non è il massimo non gli manca nulla. È una struttura munita di ogni confort».

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