Marco Spissu

CHE FATICA LA VITA DA BOMBER LIVE CON SPISSU

Marco Spissu, play della Dinamo Sassari, è stato ospite di una Q&A in diretta Instagram con “Schiaccio e Non Faccio Fatica”, la community social dedicata al basket e nata da “Che Fatica La Vita Da Bomber”. Ecco le sue dichiarazioni.

A volte i sogni diventano cammino, vita, abitudine. Chiedete a Marco Spissu che a Sassari è immerso da sempre dentro una bellissima favola: «Da piccolo – racconta a Michel Zegna sulla community Instagram “Schiaccio E Non Faccio Fatica”mi immaginavo in campo con la canotta di Sassari. Andavo a vedere molte partite della Dinamo anche in trasferta. Non volevo che mi regalassero giochi, volevo solo seguire ovunque la mia squadra del cuore». Oggi, con la Dinamo Sassari appunto, vice campione d’Italia in carica, Marco è protagonista di battaglie e successi: «Ieri ho aperto il cassetto dei sogni, oggi mi godo questa grande emozione tutti i giorni». In bacheca conta già una Europe Cup: «Vincerla è stato veramente incredibile, con tanti tifosi di Sassari al seguito in Germania. Eravamo in trasferta ma sembrava di giocare tra le mura di casa». Ne arriveranno altre di soddisfazioni.

CHEFATICALAVITADABOMBER LIVE CON SPISSU: LA RIPRESA DOPO IL LOCKDOWN

Intanto Marco lavora e si allena nella sua Sardegna ai ritmi imposti dalla pandemia: «Ho ripreso ad allenarmi da poco, devo dire che è stata dura – spiega –. A casa facevo solo esercizi con i pesi, per due mesi non ho toccato palla. Adesso sto bene e sto tornando in forma. Mi alleno al mattino tutti i giorni, un po’ di pesi e un po’ di campo. Al pomeriggio invece spesso vado al mare, rispettando ovviamente tutte le disposizioni per evitare il contagio». Alle attese però in fondo è abituato. In aeroporto con la sua Dinamo spesso sono lunghe e interminabili, ore e ore di pausa prima di imbarcarsi su un nuovo aereo e una nuova trasferta. Tra campionato e coppe, Sassari è praticamente sempre in volo: «Quei momenti gli riempio giocando a Mario Kart». È una sua grande passione, «fondamentale perché i minuti morti al gate sono davvero troppi. Quel gioco – commenta divertito – lo abbiamo“sciolto” insieme alle pile».

CHEFATICALAVITADABOMBER LIVE CON SPISSU: IL VIAGGIO DI “MARCOLINO”

Sul cammino di Marco Spissu tante tappe, alcune fondamentali al nord. A Tortona, ad esempio, dove ha scelto di indossare per la prima volta la canotta con il numero zero: «Quando arrivai la dieci era occupata e scelsi questo numero. In quel momento mi piaceva e adesso me lo tengo stretto». Insieme alla maglia azzurra della Nazionale maggiore che ha conquistato nell’ultima clamorosa stagione alla Dinamo: «Ho aperto il secondo cassetto dei sogni, quello appena a fianco. Ci speravo, sentivo la spinta sui media e alla fine la convocazione è arrivata». Merito suo e dei tanti allenatori che lo hanno accompagnato passo passo nella sua crescita di ragazzo e di atleta: «Ognuno – racconta – mi ha dato qualcosa e mi ha aiutato a fare un gradino in più. Ho passato anni stupendi ovunque sia andato. Con ogni coach c’è stata fiducia reciproca. Sono molto legato a tutti. Il rapporto più complicato? Forse con Michele Carrea a Casalpusterlengo quando sono arrivato. Forse non ci capivamo, poi in realtà abbiamo legato tantissimo e insieme abbiamo anche vinto lo scudetto Under 19».

CHEFATICALAVITADABOMBER LIVE CON SPISSU: CHE IDOLO IL POZ!

E poi c’è il Poz, Gianmarco Pozzecco, il condottiero che ha ribaltato Sassari con la sua contagiosa follia trascinandola in vetta a tutto: «Il coach è incredibile. Quando è arrivato ci voleva dare la carta di credito ogni volta che vincevamo come stimolo in più. Scherzo ovviamente, la carta ce l’ha data alla fine (ride, ndr). Ha cambiato completamente l’atteggiamento in noi, dai suoi occhi si vedeva che voleva vincere ogni partita. Con lui in panchina siamo subito andati ai tremila all’ora. Con il Poz abbiamo cambiato tanto e ci siamo presi anche qualche rischio». Alla fine, però, come narra ogni splendida favola, «è andato tutto bene».

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