Chefaticalavitadabomber live con De Vico

CHE FATICA LA VITA DA BOMBER LIVE CON DE VICO

Niccolò De Vico, ala piccola quest’anno alla Vanoli Cremona, si è raccontato in una Q&A in diretta Instagram con “Schiaccio E Non Faccio Fatica”, la community dedicata al mondo della pallacanestro nata da “Che Fatica La Vita Da Bomber”. Ecco le sue dichiarazioni.

Il messaggio è limpido: «In futuro mi piacerebbe giocare (ancora) in una piazza che vive di pallacanestro al cento per cento». Immersa dentro il sogno di esultare nel tempio del PalaDozza «con quell’atmosfera che ti trasmette una carica incredibile», l’esca lanciata sui social in verità punta a ogni destinazione che sia terra di basket. Intanto Niccolò De Vico attende sviluppi sul suo futuro a Cremona. Se sarà ancora in maglia Vanoli o altrove è presto per capirlo. Nick oggi si allena per farsi trovare pronto quando la spina della Lega Basket verrà riattaccata. È intervenuto live su “Schiaccio E Non Faccio Fatica”, la community a spicchi di “Che Fatica La Vita Da Bomber, raccontando la sua nuova quotidianità in lockdown a distanza dal parquet: «Mi sono allenato al campetto e in casa con gli attrezzi che ho a disposizione – ha detto stuzzicato dalle battute di Fabio Tocco -. Sto facendo anche un po’ di pugilato con un amico che fa box e ha una palestra. Mi tengo in forma cercando di fare qualcosa di diverso. Oggi sono andato ad allenarmi con Stojanovic, anche lui fa pugilato, un paio di cazzotti ce li stiamo tirati (ride, ndr). Senza fare sul serio ovviamente».

CHEFATICALAVITADABOMBER LIVE CON DE VICO: LA PANDEMIA, LO STOP, L’ISOLAMENTO

Fermare la stagione sportiva è stata decisione saggia: «Forse avrebbero dovuto farlo prima – commenta –. Non c’erano le condizioni per ricominciare, le nostre palestre ancora oggi sono chiuse e non possiamo allenarci. Per riprendere al meglio devi lavorare almeno un mese sulla preparazione, capite che così si sarebbe andati troppo in là. E comunque non sarebbe stato bello riprendere senza pubblico. I tifosi sono il motore della pallacanestro. Nel calcio è diverso, ci sono i diritti tv e altre dinamiche. Riprendere sarà difficile anche a livello economico, i budget saranno ridotti per tutti, per i club e per i tifosi. Speriamo di ricominciare in autunno, sono sicuro che in futuro le cose andranno per il meglio».

CHEFATICALAVITADABOMBER LIVE CON DE VICO: DALLA CANTERA DI BIELLA ALLA SERIE A

La storia di Niccolò De Vico è un viaggio che molti ragazzini vorrebbero fare, un pallone tra le mani e lo sguardo a testa alta fisso sul canestro. Lo scatto dalle giovanili in Prima Squadra a Biella è poesia, il salto verso Reggio Emilia, la conquista di un livello superiore da primo-attore in campo e poi Cremona, a un passo da casa e ancora in Serie A: «Per me la pallacanestro è vita – racconta -. Sono riuscito a fare della mia passione un lavoro, mi reputo una delle persone più fortunate al mondo. Il basket occupa gran parte delle mie giornate, è tutto e spero che duri il più a lungo possibile». Passando dalle parti del Biella Forum sarà sempre grato a coach Federico Danna, un po’ allenatore, un po’ insegnante, un po’ secondo genitore (non ce ne voglia papà Michele): «Federico mi ha dato molto, a quindici anni mi ha preso nelle giovanili, ho vissuto con la sua famiglia il primo anno e mi ha accompagnato nella mia crescita. Insieme abbiamo condiviso sette anni pieni, mi ha formato e mi ha insegnato molto anche fuori dal calcio: la puntualità, l’ordine, la pulizia…sembrano cose da niente, ma un professionista in realtà se le porta dietro per sempre». Si è trovato bene con ogni allenatore con cui ha condiviso panchina e spogliatoio: «Forse solo con Pillastrini ho avuto qualche incomprensione l’anno scorso a Reggio Emilia, ma la verità è che non abbiamo avuto abbastanza tempo per studiarci e capirci. È arrivato a stagione in corso, ci siamo salvati, alla fine ha fatto bene».

CHEFATICALAVITADABOMBER LIVE CON DEVICO: DOPO CREMONA, UN NUOVO ORIZZONTE?

Dà quindi voce al pensiero – intrigante – di allenarsi un giorno seguito dal Poz, Gianmarco Pozzecco, «una persona divertente ma anche un bravo professionista che sta vincendo e migliorando i suoi giocatori». È onorato di avere come allenatore Meo Sacchetti, «abbiamo un bellissimo rapporto, è una persona vera, quello che pensa fa», ma tra le righe non nega di guardare verso un orizzonte nuovo. A un domani dai colori diversi, oggi offuscato dall’emergenza Coronavirus e da una realtà – il basket – cristallizzata da mesi in se stessa. Magari a una nuova avventura con Luca Infante. A Biella hanno condiviso emozioni vere e si sono scambiati anche la fascia di capitano: «Ritrovarlo dopo un po’ di anni mi farebbe piacere – dice –. A Reggio c’è stata questa possibilità, poi le cose sono andate diversamente. Infa è un amico». I ricordi quindi tornano a bussare in fila uno dietro l’altro: «Stupendi in rossoblù, bellissimi a Reggio. Tornerei a Biella per riportarla in Serie A. Al PalaBigi ho fatto due anni davvero intensi. I tifosi più caldi? La Fossa dei Leoni, i tifosi della Fortitudo Bologna». Dai ricordi di ieri al sogno di domani passa poco più di un attimo: «Io sono un giocatore molto passionale». Punto. Non si sbottona Nick, ma non potrebbe essere più chiaro di così.

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«Ho bellissimi ricordi sia di Biella sia di Reggio Emilia. Tornerei a Biella per riportarla in Serie A. A Biella diventare capitano è stato bellissimo. Dalle giovanili sono arrivato fino in Prima Squadra. Quell'anno vincemmo molto in campionato. È stato stupendo. A Reggio ho fatto due anni belli e intensi. I tifosi più caldi? La Fossa dei Leoni, i tifosi della Fortitudo. Spero un giorno di giocare con quell'atmosfera. Ti trasmette una carica incredibile. Sono un giocatore molto passionale, mi piarebbe giocare in futuro in una piazza che vive di pallacanestro al cento per cento». 📸: @sarataino_ph – #DeVico #Immortale #CheFaticaLaVitaDaBomber #SchiaccioENonFaccioFatica

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