Andrea Cistana

CHE FATICA LA VITA DA BOMBER LIVE CON CISTANA

Chefaticalavitadabomber live con Cistana: le parole del difensore del Brescia in diretta Instagram con tifosi e appassionati.

Ventitré anni e il sogno della Serie A. Andrea Cistana se lo gode tutto. Lui, che si ispira a Sergio Ramos («mi è sempre piaciuto») è tra i giocatori sorpresa del campionato: pensi al “Brescia” e il suo nome accompagnato a quello di Sandro Tonali esce quasi spontaneo, è la filastrocca che risuona in tutti i bar del centro. Oggi il difensore delle rondinelle ha incontrato tifosi e appassionati su Instagram nell’ormai classico appuntamento sportivo con “Che Fatica La Vita Da Bomber”, mezz’ora di chiacchierata in diretta incalzato dalle domande di Emanuele Stivala, uno dei tre volti della community più irriverente dei social.

Andrea è reduce da un infortunio al tendine e da un’operazione subita in piena emergenza Covid-19: «Ora sto bene – racconta – ho una bella cicatrice, pensavo fosse più piccola. Ho tolto le stampelle e il gesso e riesco un po’ a camminare, a piccoli passi. Non vedo l’ora arrivi il 18 maggio per proseguire con la riabilitazione al campo. Il fisioterapista per il momento mi segue a casa».

Chefaticalavitadabomber live con Cistana: il salto avanti di una vita

La sua favola è sulla bocca di tutti, a Brescia ha già lasciato il segno e ha attirato su di se l’attenzione di molti club della Serie A, Napoli al comando: «Sul finire della stagione in D sono rientrato a Brescia per la riabilitazione perché ero infortunato. Il primo anno ho iniziato ad allenarmi con la primavera con mister Barone. Ho fatto sette-otto partite in primavera, poi sono andato sul mercato. Era una situazione strana, volevo recuperare la condizione e la forma per il ginocchio. Sono riuscito nella seconda parte della stagione a fare una decina di partite complete». Lo scorso 25 agosto l’esordio nella massima serie, in trasferta alla Sardegna Arena: «Per me era già stranissimo giocare in Serie B. A volte scendevo in campo e mi immaginavo la Serie A, a fine stagione vivevo per quello. A Cagliari alla prima giornata è stato molto emozionante, dopo un po’ alla volta ci si abitua. Se penso che ho giocato contro la Juve, l’Inter, a San Siro sono contento. Il gol al Bologna è stato inutile ma è stata un’emozione grandissima. Non sono mai stato un bomber, segnare subito dopo una avvio di stagione positivo è stato bello. Era un momento top».

Chefaticalavitadabomber live con Cistana: Tonali e Balotelli

La maglia del Brescia gli ha regalato in queste mesi forti emozioni, così come il numero 15 che sfoggia sulla schiena da sempre, fin dalle panchine in oratorio: «È un numero particolare, ci sono legato da sempre e ci sono più motivazioni. Era il numero che usavo quando ero in oratorio. Il 15 poi è il giorno che mi sono messo con la mia ragazza. A Prato manco a farlo apposta avevo questo numero, era libero e me l’hanno dato. Ha portato bene e quindi l’ho tenuto». A Brescia lui e Tonali promettono ancora spettacolo appena il campionato riprenderà (se riprenderà): «Sandro è forte. Quando ci giochi insieme non hai la percezione che sia un classe 2000. I 2000 hanno finito quest’anno di giocare in primavera. Sia come si atteggia, sia come personalità a livello tecnico e tattico sembra che Sandro abbia già giocato 300 partite in Serie A. Il nuovo Pirlo? Ha alcune giocate, lanci e palle filtranti alla Pirlo, però secondo me è più un giocatore di gamba, di inserimento, ha più agonismo. È un ibrido, una via di mezzo tra Gattuso e Pirlo. Gli auguro di poter raggiungere grandi obiettivi. Io invece potrei paragonarmi a Leonardo Bonucci. Come stile di gioco intendo. Sono meno roccioso, mi piace giocare più in anticipo con la palla al piede».

A Brescia ha incontrato anche Mario Balotelli: «Giocare con lui è una grandissima esperienza. Di Mario sentivo parlare fin da piccolo, lo vedevo in giro… Al di là di tutto quello che si dice sul suo conto secondo me è un fenomeno». Un fenomeno ma non il miglior giocatore del campionato: «Per completezza dico Cristiano Ronaldo. Ha tutto, è il più forte al mondo, non gli manca niente. Ho il rimpianto di non averci giocato contro quest’anno: all’andata ero infortunato e al ritorno lui non era convocato. Anche contro Immobile ho giocato poco perché sono stato espulso». Quindi, alla domanda su “chi è stato l’attaccante che più l’ha fatto soffrire quest’anno” la risposta «Higuain» è quasi scontata. Un ex Napoli, e sul Napoli (possibile destinazione all’orizzonte per il suo futuro) la scivolata è dietro l’angolo, ma Andrea non ci casca e la dribbla con stile: «Se ci andrò sarà per incontrare uno dei miei migliori amici. È napoletano. Di Scampia».